Il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 ha recepito in Italia la Direttiva (UE) 2024/825 e ha modificato il Codice del consumo. Da quel giorno le asserzioni ambientali vaghe, le etichette autoprodotte e la neutralità climatica ottenuta solo con crediti di carbonio rientrano tra le pratiche considerate sempre ingannevoli. Per queste pratiche l’AGCM non deve dimostrare che il consumatore sia stato fuorviato: basta che il claim ci sia.
Il decreto elenca le pratiche vietate con precisione quasi notarile. Queste sono quelle che incontriamo più spesso nei materiali delle PMI.
“Green”, “eco”, “sostenibile” sono leciti solo con una prestazione ambientale riconosciuta e dimostrabile.
Es. “packaging eco” senza dire che cosa lo renda tale
“Carbon neutral” grazie ai soli crediti di carbonio è ingannevole se le emissioni reali restano quelle di prima.
La compensazione si comunica chiamandola con il suo nome
Un bollino è lecito se nasce da una certificazione di terzi o da un’autorità pubblica.
Es. il logo verde “natural choice” disegnato dal marketing
Un merito che riguarda un solo componente non si attribuisce all’intero prodotto.
Es. t-shirt con 20% di cotone riciclato venduta come “sostenibile”
Vantarsi di ciò che la legge impone già a tutti è una pratica sempre ingannevole.
Es. “imballaggio conforme alla normativa”
Il test della mini guida ti aiuta a capire quanto sei esposto.
Le grandi aziende hanno un team compliance che passa al setaccio packaging e campagne prima dell’uscita. Una PMI di solito ha un responsabile marketing, un’agenzia e un grafico, e nessuno dei tre ha il compito di leggere il Codice del consumo. L’audit colma quel vuoto con un controllo fatto una volta sola e bene, prima che lo faccia l’AGCM.
detersivi, casalinghi e prodotti per la casa, dove "eco" e "bio" sono ovunque
formule "naturali", flaconi "green", bollini di sostenibilità non certificati
collezioni "sostenibili" con una percentuale minima di materiale riciclato
claim su etichette, confezioni e filiera, già osservati da vicino dall'AGCM
“Green”, “eco”, “sostenibile” sono leciti solo con una prestazione ambientale riconosciuta e dimostrabile.
“Carbon neutral” grazie ai soli crediti di carbonio è ingannevole se le emissioni reali restano quelle di prima.
Un bollino è lecito se nasce da una certificazione di terzi o da un’autorità pubblica.
Riformulazioni dei claim scritte per comunicare e controllate per reggere a una verifica, indicazione delle prove documentali da conservare, supervisione legale sui nuovi materiali. Il piano viene proposto con un preventivo dedicato, dopo l’audit.
Gruppo di comunicazione con sedi a Roma e Bari, lavora sul marketing strategico e sulla comunicazione di aziende e istituzioni. Nell’audit individua i claim a rischio e li riscrive in modo che continuino a vendere.
Studio legale indipendente con sedi a Napoli e Milano e un’area dedicata a Compliance, Energia e Ambiente. Nell’audit verifica la conformità di ogni claim alla normativa e firma la valutazione legale.
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